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mercoledì 20 agosto 2014 ..:: Rignano Flaminio ::.. Registrazione  Login
 Informazioni cittadine Riduci

Rignano Flaminio è uno dei 120 Comuni della Provincia di Roma ed è situato al chilometro 38 lungo la via consolare Flaminia. Giungendo da Roma si possono incontrare pascoli di ovini e bovini, che si alternano a vigneti, oliveti e noccioleti, ma anche importanti zone residenziali come nelle località di Montelarco e Morolo. Giunti, poi, all'altezza di Monte Le Cave, si inizia ad intravedere la parte nuova della cittadina, con le sue case adagiate lungo le pendici di Monte Onorio.

Il Monte Soratte (la "montagna sacra" di cui il poeta latino Orazio canta le lodi nei "Carmina") appare da lontano: arido, solitario, con la sua lunga cresta che lo fa quasi sembrare una catena di monti anzichè un unico massiccio.

Rignano Flaminio è quasi ai suoi piedi: un paese circondato da distese verdeggianti tipiche della macchia mediterranea; lungo il cammino si possono notare, a pochi chilometri prima di entrare nel paese, avanzi dell'antica via consolare con la classica pavimentazione di basoli, ancora ben conservata.

Si arriva, quindi, all'ingresso del paese, reso di per sè accogliente ed invitante dai giardini pubblici (che segnano un pò il confine tra il borgo medievale e le moderne costruzioni) e da cui è possibile prendere la via principale del paese (Corso Umberto I) per raggiungere la caratteristica piazza trapezoidale contornata da un nucleo di case di epoca post-rinascimentale: in fondo sono visibili i resti della Rocca dei Savelli (di recente restaurata); poco più in basso, scendendo per via Cavour, si accede al borgo medievale, con le sue strette viuzze e le case costruite con blocchetti di tufo, addossate le une alle altre su un dolce colle degradante fino al fosso di San Martino (tributario di destra del fiume Tevere).


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 Dove siamo: Riduci
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 Stemma Comune Riduci
Stemma Comune Rignano Flaminio

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 Il Consiglio Comunale e la Giunta Riduci

Il Consiglio Comunale risulta composto da:

Fabio Di Lorenzi (sindaco), Andrea Arrivi, Angelo Coletta, Annamaria Di Lorenzo, Federico Lupi, Vincenzo Marcorelli, Stefano Pucci, Enio Salvatucci (Scegli Rignano);

Anna Maria Mancini (Indipendente);

Guglielmo Agostinelli, Andrea Berretta, Maurizio Conte, Luigi Zito (Rignano nel Cuore).

Ai consiglieri sono attribuite le seguenti deleghe:
• Angelo Coletta delega allo sport, tempo libero e rapporti con le comunità religiose;
• Anna Maria Di Lorenzo Presidente del Consiglio Comunale e delega ai lavori Pubblici e periferie
• Stefano Pucci delega all'ambiente, territorio e attività produttive
• Andrea Arrivi delega alle politiche del lavoro e politiche giovanili

Gli assessorati sono così attribuiti:
•Enio Salvatucci Vice Sindaco ed Assessore con delega alle politiche manutentive, cimitero, risorse idriche;
• Federico Lupi delega all'urbanistica, politiche energetiche, fonti rinnovabili e personale;
• Vincenzo Marcorelli delega alle politiche sociali, culturali ed educative;
Stefano Pucci delega alle attività produttive, ambiente e territorio.

Per informazioni:

Comune (Centralino): 0761.59791


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 Sala Consigliare Riduci
Sala Consigliare

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 Chiesa SS. Abbondio e Abbondanzio Riduci
Chiesa SS. Abbondio e Abbondanzio

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 Chiesa S. Maria delle Grazie Riduci
Chiesa S. Maria delle Grazie

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 Chiesa SS. Vincenzo e Anastasio Riduci
Chiesa SS. Vincenzo e Anastasio

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 Scorcio dei vicoli Riduci
Scorcio dei vicoli

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 Torre Savelli Riduci
Torre Savelli

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 Chiesa S. Giuseppe Riduci
Chiesa S. giuseppe

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 Museo Parrocchiale Riduci
Museo Parrocchiale

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 Giardini pubblici Riduci
giardini

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 Cenni storici Riduci

Rignano Flaminio: una perla lungo la via Flaminia

 

L’Italia è piena di tante ricchezze naturali e monumentali e non bisogna andare poi così lontano per apprezzare le molteplici “perle” presenti su tutto il territorio.

Alle pendici del Monte Soratte (la “montagna sacra” di cui il poeta latino Orazio canta la bellezza nei «Carmina»: “…vides ut alta stet nive candidum Soracte?”) sorge la nostra splendida cittadina, un paese ameno circondato da distese verdeggianti tipiche della macchia mediterranea: Rignano Flaminio, uno dei 120 Comuni della Provincia di Roma, situato a nord della capitale, al chilometro 38 lungo la via consolare Flaminia (di cui è possibile notare, lungo il percorso, la classica pavimentazione di basoli ancora ben conservata).

Giungendo da Roma si possono incontrare pascoli di ovini e bovini, che si alternano a vigneti, oliveti e noccioleti, ma anche importanti zone residenziali come nelle località di Montelarco e Morolo. All’altezza di Monte Le Cave si inizia ad intravedere la parte nuova della cittadina, con le sue case adagiate lungo le pendici di Monte Onorio.

Si arriva, quindi, all’ingresso del centro urbano, reso di per sé accogliente ed invitante dai giardini pubblici (che segnano un po’ il confine tra il borgo medievale e le moderne costruzioni) e da cui è possibile prendere la via principale del paese (Corso Umberto I) per raggiungere una caratteristica piazza trapezoidale contornata da un nucleo di case di epoca post-rinascimentale: in fondo sono visibili i resti della Rocca dei Savelli (in fase di restauro); poco più in basso, scendendo per la via Cavour, si accede al borgo medievale, con le sue strette viuzze e le case costruite con blocchetti di tufo addossate le une alle altre su un dolce colle degradante fino al fosso di San Martino (tributario di destra del fiume Tevere).

In epoca preromana la regione che andava dalla valle del Tevere al Monte Soratte era abitata da una popolazione di stirpe indoeuropea, i Capenati. Tale popolazione non aveva caratteri o affinità con gli etruschi ed utilizzava un alfabeto simile a quello dei Latini. Inoltre, si caratterizzava per il culto a divinità locali: la dea Feronia (protettrice dei boschi) nell’omonimo santuario sorto tra Fiano e Capena ed il dio Sorano (divinità antropomorfa con la testa di lupo) sul Soratte.

Il primo nucleo abitativo sorse intorno all’anno 1000 a.C., nella zona compresa tra il Soratte e Capena (dove oggi si trova la Chiesa dei SS. Abbondio e Abbondanzio).

Alcuni ritrovamenti confermarono la tesi secondo cui sul sito di Rignano doveva essere ubicato un centro antico del territorio capenate, sopravvissuto anche in età romana: si rinvennero, infatti, tra il km 38,5 ed il km 39 della via Flaminia, settori di una necropoli con tombe a fossa (VIII sec. a.C.) ed a camera (IV-II e I sec. a.C.).

Rignano subì anch’essa la sorte di essere sottomessa all’astro luminoso e troppo vicino di Roma. Con l’avvento dei Romani, nel suddetto sito fu adorata la dea Cerere (omologa romana della divinità prima ivi venerata) e, successivamente, con la diffusione del cristianesimo, il tempio divenne chiesa e fu dedicato ai SS. Abbondio e Abbondanzio. Dell’importanza e della potenza di questa grande città e del suo influsso su Rignano si hanno alcune testimonianze archeologiche, ancora oggi, nel centro abitato: un sarcofago, alcune colonne appartenenti, forse, ad un tempio dedicato a Silvano (dio delle greggi), la cui effige appare anche in altri reperti rinvenuti nelle vicinanze del paese durante gli scavi archeologici eseguiti nel 1882; ed ancora rilievi marmorei murati sulle pareti di alcune case nel borgo medioevale e frammenti di colonne.

Rignano ebbe diversi nomi nell’antichità: nei documenti è menzionato da Arignanum a Rignanum, Rinianum, castrum Arinianum, Arignani ed anche Erignanum in una Bolla di Nicolò IV (1288-1294). Le prime memorie scritte, comunque, risalgono al X secolo, quando l’imperatore Ottone I vi sostò dopo l’incoronazione a Roma nel 972. Qui si fermò anche Ottone III quando nel 999 fece traslare a Roma, nella Chiesa di S. Adalberto sull’isola Tiberina, i corpi dei Santi Abbondio, Abbondanzio e Teodora. Al 1114 risale la prima menzione di castrum Rinianum presso il Soratte, proprietà di S. Maria in Trastevere. Nel 1159 vi morì papa Adriano IV: travagliato dalle lotte delle investiture, partì da Roma per recarsi a Civita Castellana, dove si riteneva più al sicuro e dove già altre volte si era ritirato per allontanarsi da Federico Barbarossa, con il quale era entrato in contesa. Ma durante il viaggio, il cambiamento di clima e, forse, le troppe preoccupazioni gli furono fatali. A partire dalla metà del XIII secolo il castello risulta dei Savelli, ai quali fu tolto dal papa Alessandro VI nel 1501 (di Rignano era il marito della celebre Vannozza Cattanei, amante del papa Borgia). Ai Savelli Rignano tornò dopo la caduta dei Borgia, sino al 1607, quando fu venduto ai Borghese; da essi passò ai Muti (1663), ai Cesi (1701) ed ai Massimo (1799).

Una storia importante che ha lasciato tracce nel corso del tempo nello sviluppo della cittadina e che è ancora oggi tangibile ammirando i numerosi monumenti presenti sul territorio, per i quali è davvero giustificata una bella gita fuori porta, magari gustando anche le tante prelibatezze della cucina locale: da non perdere le “pizzancotte”, crespelle salate ripiene di pecorino.

(tratto dal volume “Rignano Flaminio – percorso fotografico tra storia e arte”, realizzato dall'Associazione Pro Loco di Rignano Flaminio, con il patrocinio della Regione Lazio-Provincia di Roma e della BCC di Roma)

 


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 Copertina volume Rignano Riduci
Copertina volume realizzato dalla Pro Loco

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 Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio Riduci

Più volte rimaneggiata, dalla pianta irregolare, la datazione della prima chiesa non è certa, ma sicuramente di età medioevale (1100-1200). Di antico rimangono due finestre ogivali ed il portale minore; il campanile a base quadrata e con un solo piano di bifore è costruito in blocchi di tufo come parte del fianco della chiesa. All’interno, vi è un’acquasantiera con lo stemma Savelli, un tabernacolo marmoreo in bassorilievo, materiali romani ed affreschi. In particolare, la Cappella della Santa Croce, sul lato sinistro, presenta lo stemma della famiglia Borghese, testimoniando il juspatronato della nobile famiglia. Paolo V concesse alla Cappella particolari indulgenze e, con una Bolla del 1 gennaio 1614, eresse la chiesa a Collegiata. Il Crocifisso ligneo è dell’inizio del 1600. I fratelli del Papa, Francesco e Giovanni Battista, acquistato da Luca Savelli il paese nel 1606, commissionarono di certo non soltanto la struttura della nuova Cappella, ma anche la sua decorazione solenne e severamente sfarzosa e gli affreschi attribuiti ad Anastasio Fontebuoni, tra i quali si segnalano, in particolare, quelli eseguiti nelle lunette sulla sommità delle pareti laterali: il Ritrovamento della Croce e Eraclio che riporta la Croce a Gerusalemme. Nella navata di destra vi sono altari con pale. La prima Cappella entrando a destra è quella dedicata, per espressa volontà di papa Gregorio XIII, alla Beata Vergine del Rosario in ricordo della vittoria della flotta cristiana su quella turca a Lepanto (1571). L’altare maggiore è del 1700 ed è decorato con marmi policromi. In esso si conservano le spoglie mortali di Prospero, martire cristiano. Annesso alla chiesa, sul lato sinistro, vi è l’Oratorio della Confraternita del Gonfalone, nel quale si può ammirare la pala d’altare raffigurante la Natività della Vergine, di scuola romana del XVI secolo. Sul sagrato è posta a reggere la croce una colonna tortile romana con capitello corinzio, su una base con iscrizione databile I-II sec. d.C..

 


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 Luoghi d'interesse Riduci

“Cannone di Cesare Borgia”: nella piazza del paese, accanto agli avanzi della Rocca dei Savelli, vi è una grossa Bombarda del ‘500, pezzo di artiglieria spagnola formato da verghe di ferro tenute assieme da anelli dello stesso metallo battuto: si dice fosse appartenuta a Cesare Borgia, ma in realtà si tratta di un’arma ivi abbandonata, probabilmente, dai Lanzichenecchi nel 1527, di ritorno dal Sacco di Roma.

Chiesa dei SS. Abbondio e Abbondanzio: a circa tre chilometri fuori dal centro abitato, eretta nel X secolo sulle mura quadrate di un tempio pagano; nell’interno vi sono affreschi del ‘200 ed una cripta con un altare formato da un cippo marmoreo romano dedicato ad un certo C. Clodio Fabato. Stupendo il campanile romanico a bifore del XII secolo.

Chiesa di Santa Maria della Pietà: al centro del paese, oratorio del XVIII secolo con dipinto della Deposizione e due lapidi che ricordano la fondazione della Cappellania nel 1696.

Cappella di San Nicola: presso l’edificio comunale, conserva affreschi del XIV secolo (crocifissione, con personaggi della famiglia Savelli).

Convento e Chiesa di Santa Maria delle Grazie: fondato nel 1483, la Chiesa era a navata unica, preceduta da un portico e terminante in un vano trilobato coperto a crociera; accanto è il chiostro con pilastri ottogonali in laterizio e resti di affreschi.

Museo Parrocchiale: museo con esposizione di oggetti sacri e legati al culto della cittadina; una sala è dedicata al gemellaggio con la città spagnola di Valencia.

Resti dell’antica via Flaminia: visibili lungo la nuova via consolare all’ingresso nel paese.

Catacombe dei SS. Martiri: detto anche cimitero di Santa Teodora, matrona romana che lo fece costruire e dove fu sepolta. Nell’interno i loculi sono quasi tutti aperti, vi si nota qualche iscrizione su argilla ed un ritratto del Cristo. Le prime sepolture furono fatte durante le persecuzioni di Diocleziano (303 d.C.), le ultime risalgono al 424 d.C..

 

Le catacombe di Santa Teodora

 

La maggiore delle catacombe sulla via Flaminia è quella di Santa Teodora a Rignano Flaminio.

Alle catacombe (già note dal ‘600, quando furono spogliate dei materiali e di molte reliquie) si accede dalla chiesa di Santa Teodora: il primo nucleo di gallerie è costituito da un braccio principale che dava accesso a vari ambulacri con loculi su più ordini, e ad un vano più ampio, un cubicolo con arcosoli e fosse. Altri nuclei di gallerie, in origine indipendenti, sono stati collegati tra loro ed al primo nel XVIII secolo, tramite moderni passaggi: le iscrizioni funerarie, in gran parte graffite sulle chiusure dei loculi, consentono di fissare la cronologia tra la metà del IV e gli inizi del V secolo d.C., quindi successivamente alla pace religiosa consentita dall’editto di Costantino (313 d.C.). A sud-ovest del complesso è testimoniata l’esistenza di un grande ambiente, considerato una basilichetta sotterranea: qui vengono localizzate le sepolture dei quattro martiri della persecuzione di Diocleziano (Abbondio, Abbondanzio, Giovanni e Marciano), uccisi al XIV miglio della via Flaminia nella proprietà della matrona romana Teodora (…in praediolo suo…).

 

I SANTI MARTIRI DELLE CATACOMBE A RIGNANO FLAMINIO

 

Nei pressi di Prima Porta, a Saxa Rubra, sulla via Flaminia, inizia il cammino dei Santi Marciano e Giovanni, Abbondio e Abbondanzio, che subirono il loro martirio nel 303 d.C. durante la persecuzione di Diocleziano. I loro corpi furono prelevati dalla matrona romana Teodora, che li seppellì in un suo podere, posto alle falde del Monte Soratte prossimo a Rignano Flaminio. Qui rimasero fino al termine del primo millennio quando, per interessamento del vescovo Crescenziano e di Ottone III, le reliquie furono prelevate e portate nel 998-999, quelle di Abbondio e Abbondanzio a Roma e quelle dei Santi Giovanni e Marciano a Civita Castellana (divenendone i Protettori).

Successivi scavi operati presso le Catacombe di Rignano verso la metà del 1700 consentirono il ritrovamento di 11 corpi di Martiri e, successivamente, nel 1747, di altri 50 corpi che furono portati nella Chiesa Collegiata.

Solenni festeggiamenti furono fatti dal 21 al 25 maggio 1747 e, a ricordo di quel ritrovamento, fu fatta costruire l’attuale chiesa in onore di Santa Teodora.

La memoria storica dell’invenzione e traslazione dei corpi dei SS. Martiri ritrovati nell’anno 1747 nel cimitero di Santa Teodora è custodita in un manoscritto conservato nel museo parrocchiale.

In quell’occasione viene tramandato che confluirono a Rignano circa trentamila persone provenienti da tutti i centri circonvicini e da Roma per onorare devotamente e degnamente i Santi Martiri e furono composte numerose odi ed inni sacri in loro onore e gloria.

Una cassa in piombo contenente i resti di Santa Teodora e dei Santi Martiri è riposta nella cappella della Beatissima Vergine nella chiesa di S. Bartolomeo all’Isola Tiberina in Roma.

Da quella data – 1747 – è stata sempre celebrata a Rignano con grandi festeggiamenti religiosi e civili la Solennità di Pentecoste e dei SS. Martiri delle Catacombe, Compatroni, nella domenica di Pentecoste e il lunedì e martedì successivo.

 


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 Il "Cannone" Riduci
cannone

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 Dati Riduci

Regione: Lazio

Provincia: Roma

Cap: 00068

Prefisso telefonico: 0761

Codice Istat: 058082

Codice catasto: H288

Nome abitanti: rignanesi

Patroni: SS. Vincenzo e Anastasio (22 gennaio)

Coordinate: 42° 12' N       12°   29' E

Altitudine: 250 m s.l.m.

Superficie: 38 kmq

Abitanti: 9050 (al 1gen2009)

Densità: 238 abitanti/kmq

Comuni contigui: Calcata (VT), Capena, Civitella S. Paolo, Faleria (VT), Magliano Romano, Morlupo, Sant'Oreste.


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 Numeri utili Riduci

Associazione Pro Loco Rignano Flaminio - Centro Informazioni Turistiche 3314378825

Comune - Segreteria 0761597921

Parrocchia SS. Vincenzo e Anastasio 0761509002

Vigili Urbani 0761509181

Carabinieri 0761507013

P.A. Volontariato 0761508652

Biblioteca Comunale 0761507712

Ufficio Postale 0761508671

A.S.L. 0761508510

Farmacia Comunale 0761507810

Farmacia Conti 0761507096

Farmacia Ricci 0761521272

BCC di Roma 0761597009

CARIRI 0761508681

Banca Popolare Emilia Romagna 0761506480

Unicredit 0761509016

 


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 Come raggiungerci Riduci

Rignano Flaminio è situato a 38 chilometri da Roma lungo la Strada Statale Flaminia (SS 3) ed è raggiungibile:

- con mezzo privato, percorrendo la Flaminia da Roma in direzione Terni, dopo aver attraversato i comuni di Sacrofano, Riano, Castelnuovo di Porto e Morlupo, si giunge a Rignano Flaminio; i caselli autostradali della A1 (Roma-Firenze), invece, più vicini sono quelli di Ponzano Romano-Soratte, Fiano Romano e Castelnuovo di Porto;

- con autobus (autolinee Co.Tra.L.) con partenza da Roma - Saxa Rubra;

- con treno (ferrovia Roma Piazzale Flaminio - Civita Castellana - Viterbo), si può scendere proprio alla stazione di Rignano Flaminio.


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 Orari Treni Riduci

Ferrovia Roma - Civita Castellana - Viterbo

Questa linea oltre a collegare la Capitale con il capoluogo della Tuscia svolge anche un importante servizio urbano nel tratto che va da piazzale Flaminio a Montebello mediante l'impiego di convogli ad alta frequenza che hanno un tempo di percorrenza di circa 20 minuti.

Le stazioni del tratto cittadino sono: Flaminio, Euclide, Acqua Acetosa, Campi Sportivi, Monte Antenne, Tor di Quinto, Due Ponti, Grottarossa, Saxa Rubra, Centro Rai, Labaro, La Celsa, Prima Porta, La Giustiniana, Montebello.

Da Montebello inizia il tratto extraurbano che prevede fermate nelle stazioni di: MONTEBELLO, SACROFANO, RIANO, CASTELNUOVO, MORLUPO, MAGLIANO, MOROLO, RIGNANO, S.ORESTE, PIAN PARADISO, PONZANO, CIVITACASTELLANA, CATALANO, FALERI, FABRICA, CORCHIANO, CARDARELLI, VIGNANELLO, VALLERANO, LA SELVA, SORIANO, SANTA LUCIA, LA FORNACCHIA, VITORCHIANO, BAGNAIA, VITERBO.

Orari da Roma - Piazzale Flaminio a Rignano Flaminio:

Feriale:

12.25 - 12.57 - 13.20 - 13.50 - 14.19 - 14.55 - 15.41 - 16.12 - 16.45 - 17.33 - 18.10 - 18.40 - 19.20 - 20.26 - 20.54

Festivo:

7.00 - 8.30 - 9.30 - 14.55 - 17.20 - 18.50

da Rignano Flaminio per Roma - Piazzale Flaminio:

Feriale:

5.15 - 5.39 - 6.05 - 6.29 - 6.53 - 7.17 - 7.41 - 8.07 - 8.29 - 12.49 - 15.27 - 26.52 - 18.34 - 21.35

Festivo:

8.00 - 9.56 - 11.24 - 15.55 - 17.50 - 19.18

 

Per l'orario completo della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, clicca qui: pag. 1 e pag. 2.

ATTENZIONE: Fino al 4 settembre chiuso il tratto urbano a Roma tra le stazioni di Montebello e Saxa Rubra... leggi l'avviso.

 

Per informazioni storiche:

http://www.tramroma.com/tramroma/rete_ext/srfn/storia/srfnsto_02.htm


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 Amarcord Riduci
amarcord

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 Amarcord Riduci
amarcord

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stazione 1965

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 Amarcord - Foto di gruppo Riduci
Foto gruppo

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Processione

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Processione

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 Amarcord Riduci
Processione Santi Patroni

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Gita don Antonio

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Festa SS. Patroni

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piazza antica

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